Cattivo fa figo e bravo!
di Elena Noale
Sabato 19 aprile 2008: Vetrego fa il botto!
Mancavano pochi posti per il pienone sabato scorso nella Chiesa di Vetrego dove andava in scena il melodramma pucciniano della Tosca. Il consueto ritardo non si è fatto attendere, in fondo era giusto aspettare anche i ritardatari e concedere loro la possibilità di godere dello spettacolo. E valeva proprio la pena vedere questo spettacolo, anche se soprattutto durante il primo atto, il pubblico è molto disattento e sono molti i cellulari che squillano. La prima impressione non è certo positiva dato che Carlo Agostani, nella parte del Sagrestano, si mangia le parole e Francesco Paccorini, il tenore, nella parte di Mario Cavaradossi, è assolutamente privo di carica emozionale sua e nostra. È Tosca, la soprano Chiara Bonzagni, a scaldare la folla che finalmente, alla scena quinta del primo atto si mette sullattenti!
Ma la diligente attenzione il pubblico la riserva al cattivo Barone Scarpia capo della Polizia, alias Roberto Bortoluzzi, che ormai a Vetrego è un veterano. Il pubblico lo ama per la sua bravura e le donne lo adorano per la sua bellezza: questa volta nella parte del cattivo sa essere ancora più affascinante che in quella di buono che aveva interpretato ne Il Trovatore di G. Verdi andato in scena sempre nella Chiesa di Vetrego qualche settimana fa. Alla fine del primo atto è tanta lemozione che il pubblico cede a unovazione da gran finale dopera e i cantanti escono per un grande inchino.
Piccola pausa prima del secondo atto: il pubblico sembra apprezzare molto la presenza tra i banchi del libretto dopera: non tutti hanno modo di poterlo seguire, ma chi lo ha letto afferma di comprendere meglio la rappresentazione. Meglio così: vuol dire che lorganizzazione si migliora dopera in opera, segno che si vuol far sempre di più per festeggiare in grande stile il millennio della piccola frazione del miranese e per raccogliere i fondi per la ristrutturazione del patronato paesano.
Si spengono le luci, inizia il secondo atto, Scarpia è in scena, dalla sacrestia si erge il canto soave, ma potente, di Tosca accompagnata dal coro: è una sensazione meravigliosa il risuonare di queste voci in tutta la chiesa. Ed è di nuovo la Tosca, questa volta in scena, a lasciare tutti a bocca aperta: ha una perfetta presenza scenica, sa tenere il palco molto bene, recita come pochi cantanti dopera san fare e alla fine del Vissi darte, vissi damore riceve il caloroso plauso del pubblico a scena aperta, del quale risulta poco naturalmente commossa
Sa di essere bravissima!
Ancora una piccola pausa prima del terzo e ultimo atto, questa volta mi colpisce la frase di Don Pietro a un paesano, parlano di Bortoluzzi che ormai non vedremo più in scena perché ucciso da Tosca, <<è proprio nella parte del cattivo che dimostra tutta la sua bravura>>. Insomma: donne, uomini, tutti sembrano amarlo.
Ci viene preannunciata una sorpresa allinizio del terzo atto: pendiamo tutti dalle labbra di un bambino, Enrico Libralesso, di soli 10 anni, che nella parte di un pastore, accompagnato al piano da Paolo Salizzato, ci canta Io de sospiri: una piccola e breve parte per un piccolo personaggio del tutto secondario. Il bimbo, un po titubante allinizio, viene poi incoraggiato dal pubblico a ripetere lesecuzione col microfono fa tanta tenerezza, non è un professionista.
Il terzo atto è breve, la fine, mi dispiace per Puccini, Illica e Giocosa, è un po troppo shakespiriana: Tosca e Cavaradossi sono i novelli Romeo e Giulietta
ah, gli amori più belli finiscono sempre in tragedia!
Un piccolo accenno al coro lirico, diretto dal Maestro Giulia Longato estremamente elegante che ha svolto anche lambìto ruolo di voltapagine: piccolo accenno per delle piccole parti secondarie delle quali forse pochi hanno capito limportanza.
Il tutto si conclude allinsegna del buon umore: mentre si spengono le luci della chiesa e un gruppo di volontari si appresta a pulire e sistemare per le messe domenicali, la serata continua alla sede del Calcio Vetrego dove quei santi uomini delle cucine anche loro volontari hanno allestito una cena a base di cucina tipica campagnola dove il piatto forte è il risotto di bruscandoli.
Nonostante i lavori in corso lungo la via comunale e la diminuzione in paese dei vetreghesi D.O.C., Vetrego ce lha fatta anche questa volta con buoni risultati
Ci sarà il tutto-esaurito alla prossima opera?
Vetrego, 21 aprile 2008














Comments